Google ha raddoppiato la capacità massima di Google Sheets: dai precedenti 10 milioni si passa a 20 milioni di celle per foglio di lavoro. L’annuncio del 10 settembre 2026 riguarda file nuovi, documenti esistenti e fogli importati da Microsoft Excel o CSV. Non serve attivare un’opzione e non esiste un controllo amministrativo dedicato: l’aumento viene applicato automaticamente durante il rollout. Per le aziende che usano Sheets per registri, pianificazioni, inventari o analisi operative è un margine importante, ma va letto correttamente. Avere più celle disponibili non garantisce che formule, automazioni e collaborazione rimangano efficienti su qualunque struttura. Il nuovo limite evita alcune suddivisioni obbligate, ma non trasforma il foglio elettronico in un database e non elimina la necessità di progettare bene dati, permessi e processi.
Google Sheets arriva a 20 milioni di celle
Il cambiamento è semplice da riassumere: un singolo spreadsheet può ora contenere fino a 20 milioni di celle. Il limite è complessivo per il file, quindi deve essere distribuito tra tutte le schede che lo compongono. Google specifica che vale sia per i fogli creati direttamente in Sheets sia per quelli ampliati successivamente o importati da file Excel .xlsx e CSV.
La capacità aggiuntiva è disponibile per tutti i clienti Google Workspace, per gli abbonati Workspace Individual e per gli account Google personali. Non dipende quindi da una licenza Enterprise. L’amministratore non può abilitarla o disabilitarla e l’utente non deve modificare alcuna impostazione.
Il rollout è però graduale:
- domini Rapid Release: avvio il 10 settembre 2026, con visibilità entro un massimo indicativo di 15 giorni;
- domini Scheduled Release: avvio il 28 settembre 2026, sempre con rollout graduale fino a 15 giorni.
Non è quindi anomalo che due organizzazioni, o perfino due file, non mostrino immediatamente lo stesso comportamento durante la finestra di distribuzione.
Quante righe significa davvero
Venti milioni è un numero complessivo, non un nuovo limite fisso di righe. La capacità effettiva dipende dal numero di colonne presenti nelle varie schede. Alcuni esempi aiutano a dimensionare il dato:
| Colonne utilizzate | Righe teoriche entro 20 milioni di celle |
|---|---|
| 25 | 800.000 |
| 50 | 400.000 |
| 100 | 200.000 |
| 200 | 100.000 |
Questi valori sono calcoli di capienza, non promesse di prestazioni. Inoltre, se lo stesso file contiene più schede, il totale disponibile deve essere ripartito. Un documento con dieci tab da 100 colonne e 20.000 righe ciascuna raggiunge già 20 milioni di celle.
Per valutare un file aziendale conviene quindi censire dimensioni e struttura di tutte le schede, non limitarsi a osservare quante righe contiene quella principale.
Il passaggio dalla beta alla disponibilità generale
Google aveva presentato il raddoppio ad aprile 2026 come programma beta. Nello stesso annuncio aveva comunicato miglioramenti prestazionali per i fogli con oltre un milione di celle: apertura fino al 30% più rapida, filtri fino al 60% più veloci e formattazione condizionale fino al 60% più rapida. Le percentuali descrivono miglioramenti misurati da Google, non tempi garantiti per ogni documento.
Dal 10 settembre la capacità da 20 milioni di celle è indicata come generalmente disponibile e non richiede più l’iscrizione alla beta. Resta però la distribuzione progressiva prevista per i diversi canali Workspace.
Durante questa fase può comparire una discrepanza tra le pagine ufficiali. Il nuovo annuncio dichiara 20 milioni, mentre la pagina generale di Google Drive consultata il 13 settembre 2026 riportava ancora il precedente limite di 10 milioni per Sheets e per le importazioni Excel. La fonte più recente e specifica è l’annuncio Workspace del 10 settembre; la differenza documentale è comunque un motivo in più per verificare il comportamento sul proprio dominio anziché basarsi su una sola schermata.
Cosa cambia per importazioni Excel e CSV
L’aumento interessa anche i file importati. Un workbook Excel o un CSV che prima superava la capacità di Sheets può ora rientrare nel nuovo tetto, purché il totale non ecceda 20 milioni di celle. Google ha inoltre anticipato un futuro aumento del limite in byte dei file importati, ma non ha ancora comunicato nella nota del 10 settembre una nuova dimensione o una data. Il limite di celle e quello relativo al peso del file sono vincoli differenti.
Prima di migrare un processo basato su Excel bisogna considerare anche la compatibilità funzionale. Macro VBA, connessioni esterne, modelli dati, formule o formati specifici non diventano automaticamente compatibili grazie al raddoppio della griglia. Il nuovo limite risolve un problema di capienza, non una conversione applicativa.
Per le PMI che stanno valutando il passaggio di documenti e account, la guida EP Consulting su come migrare da Microsoft 365 a Google Workspace aiuta a separare il trasferimento dei dati dalla riprogettazione dei processi.
Più spazio non significa prestazioni illimitate
Il limite massimo stabilisce ciò che il prodotto può contenere, non il livello di reattività di ogni foglio. Due file con lo stesso numero di celle possono comportarsi in modo molto diverso. Un archivio quasi statico è meno impegnativo di un modello che ricalcola molte formule, applica regole di formattazione, importa dati esterni o esegue script a ogni modifica.
Quando un foglio cresce, è utile osservare almeno:
- numero e complessità delle formule;
- intervalli utilizzati da filtri, tabelle pivot e formattazione condizionale;
- funzioni che importano o ricalcolano dati frequentemente;
- script e integrazioni che leggono l’intera griglia;
- numero di collaboratori e frequenza delle modifiche;
- duplicazione degli stessi dati in più schede.
I miglioramenti annunciati ad aprile rendono i grandi fogli più gestibili, ma Google usa l’espressione “fino a”: il risultato concreto dipende dalla struttura. Prima di consolidare più archivi in un unico documento è preferibile effettuare una prova con dati e formule rappresentativi.
Quando il foglio sta diventando un database
Un foglio elettronico è ottimo per collaborazione, analisi flessibili e processi che devono essere compresi rapidamente dagli utenti. Diventa fragile quando viene usato come unica base dati per applicazioni critiche, senza controlli sulle relazioni, sulla qualità dei record e sulle modifiche concorrenti.
Il nuovo tetto potrebbe incoraggiare a unire registri che prima erano separati. Non sempre è la scelta corretta. Alcuni segnali suggeriscono di valutare un database, un gestionale o una piattaforma analitica:
- lo stesso dato viene copiato manualmente in più punti;
- servono relazioni stabili tra clienti, ordini, prodotti o interventi;
- errori di riga possono influenzare fatturazione o attività operative;
- molti sistemi devono scrivere contemporaneamente;
- sono necessari audit, autorizzazioni granulari o conservazione strutturata;
- il file è diventato un collo di bottiglia per automazioni e report.
Connected Sheets consente di analizzare dati provenienti da BigQuery o Looker senza trasferire tutto nella griglia. La stessa pagina ufficiale del prodotto presenta questa modalità per lavorare con dataset di dimensioni molto maggiori. Non è obbligatoria per ogni PMI, ma aiuta a distinguere il livello di presentazione dal sistema che conserva i dati.
Cosa significa per una PMI
Il vantaggio più concreto è la riduzione delle suddivisioni artificiali. Registri annuali, cataloghi, esportazioni da gestionali e serie storiche possono rimanere più a lungo nello stesso documento. Questo semplifica formule, condivisione e ricerca, purché il file resti governabile.
La capacità aggiuntiva può essere utile anche per importare un dataset temporaneo, pulirlo e produrre un report. Non dovrebbe invece diventare il motivo per eliminare archiviazione, backup o procedure di controllo. Un errore di condivisione su un foglio più grande può esporre più informazioni, mentre una formula errata può propagarsi su un volume maggiore.
Chi usa già Google Sheets Canvas per creare mini-app dovrebbe valutare separatamente interfaccia e modello dati. Una schermata più evoluta non risolve automaticamente problemi di qualità, permessi o prestazioni del foglio sottostante.
La scelta rientra in un progetto più ampio di consulenza IT e organizzazione degli strumenti aziendali: l’obiettivo non è raggiungere il nuovo massimo, ma usare la capacità disponibile senza costruire un processo difficile da mantenere.
Checklist prima di ampliare un foglio
- Verificare il rollout. Controllare se il dominio usa Rapid Release o Scheduled Release e provare l’espansione su un file non critico.
- Calcolare la capienza. Sommare righe e colonne delle diverse schede per stimare l’uso complessivo.
- Rimuovere struttura inutile. Eliminare tab obsolete, duplicazioni e intervalli sovradimensionati prima di aggiungere dati.
- Misurare le prestazioni. Cronometrare apertura, filtri, modifiche e calcoli con un dataset rappresentativo.
- Controllare formule e script. Verificare che automazioni e integrazioni non elaborino inutilmente l’intera griglia.
- Revisionare gli accessi. Limitare la condivisione e separare informazioni sensibili non necessarie al processo.
- Provare l’importazione. Testare formule, formati e funzioni provenienti da Excel; non validare soltanto il numero di righe.
- Definire una soglia di uscita. Stabilire quando trasferire il processo verso database, gestionale o piattaforma analitica.
Domande frequenti
Il nuovo limite di Google Sheets è già attivo per tutti?
È in disponibilità generale, ma il rollout è graduale. Per i domini Rapid Release è iniziato il 10 settembre 2026; per gli Scheduled Release parte il 28 settembre. Google indica fino a 15 giorni per la visibilità. Non esiste un comando amministrativo per anticiparlo.
I 20 milioni si applicano a ogni scheda del file?
No. Il limite riguarda l’intero spreadsheet e deve essere condiviso tra tutte le schede. La progettazione delle dimensioni conta quindi quanto il numero di record: aggiungere colonne o duplicare dati riduce le righe complessivamente disponibili.
Vale anche per file Excel e CSV importati?
Sì. Google dichiara che il limite raddoppiato si applica anche ai file importati da Excel e CSV. Restano da verificare separatamente dimensione in byte, formule, macro, connessioni e formati. Google ha annunciato un futuro aumento del limite di peso, senza indicare ancora valore e data.
Un foglio da 20 milioni di celle sarà automaticamente veloce?
No. Google ha migliorato apertura, filtri e formattazione condizionale dei grandi fogli, ma i risultati sono indicati “fino a” determinate percentuali. Formule, script, importazioni, collaborazione e struttura possono incidere molto. È necessario testare il carico reale.
Conviene unire tutti i file aziendali?
Non necessariamente. Unire documenti può semplificare ricerca e report, ma aumenta impatto di errori, condivisioni sbagliate e rallentamenti. Se il foglio gestisce relazioni complesse, molte scritture o dati critici, è opportuno valutare un database o un gestionale e usare Sheets come livello di analisi.
Usare il nuovo margine senza riempirlo per forza
I 20 milioni di celle rendono Google Sheets più adatto a dataset operativi di grandi dimensioni e rimuovono un limite concreto nelle importazioni. La decisione corretta non è però “quanto possiamo aggiungere”, ma “quanto possiamo gestire bene”. EP Consulting può aiutare a misurare il foglio esistente, ripulire formule e automazioni e capire quando conviene mantenerlo, collegarlo a una fonte dati o sostituirlo con uno strumento più strutturato.
Fonti
- Google Workspace Updates — Doubled cell limits in Google Sheets now generally available, 10 settembre 2026.
- Google Workspace Updates — Faster performance and doubled cell limits in Google Sheets, 22 aprile 2026.
- Google Drive Help — Files you can store in Google Drive, consultata il 13 settembre 2026.