Una nuova campagna di phishing usa nome, logo e grafica dell’INPS per promettere un presunto rimborso di 730 euro. Il CERT-AGID l’ha documentata il 25 agosto 2026: il falso credito sarebbe legato a un inesistente “ricalcolo automatizzato” della posizione fiscale e contributiva.
Cosa cerca di ottenere la pagina falsa
L’obiettivo non è soltanto raccogliere un indirizzo email. La vittima viene condotta verso pagine progettate per sottrarre informazioni personali e dati delle carte di pagamento e può essere indotta ad autorizzare operazioni bancarie.
Il meccanismo è lo stesso che rende efficaci molte truffe moderne: identità grafica credibile, urgenza e promessa di un vantaggio economico. Per i principi generali puoi consultare la guida EP Consulting su come riconoscere il phishing.
Perché interessa anche le aziende
Gli account aziendali vengono spesso usati anche per ricevere comunicazioni amministrative. Una compromissione iniziata da una falsa comunicazione personale può quindi coinvolgere caselle di lavoro, password riutilizzate e sessioni già autenticate.
La protezione efficace richiede più livelli: identità, posta, dispositivi e procedure interne. Non esiste una singola impostazione che renda un’organizzazione immune.
Cosa fare se un dipendente segnala di aver inserito dati
La priorità è capire esattamente quali informazioni sono state consegnate e da quale dispositivo. Se sono coinvolte credenziali aziendali, la verifica dovrebbe comprendere sessioni attive, autenticazione, log e possibili regole anomale nella posta. Se sono coinvolti strumenti di pagamento occorre seguire anche le indicazioni dell’istituto finanziario.
EP Consulting può supportare l’azienda nella verifica tecnica dell’account e del dispositivo, distinguendo un semplice clic da un’effettiva compromissione.
Fonte
CERT-AGID, “Nuova campagna di phishing ai danni di INPS: falso rimborso per ricalcolo contributi fiscali”, 25 agosto 2026.