AI e rischio cyber diventano un problema di governance: cosa significa per le aziende

AI e rischio cyber: governance e controllo per le aziende – EP Consulting

Il rischio cyber potenziato dall’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto i reparti IT. Il 31 agosto 2026 il presidente del Financial Stability Board, Andrew Bailey, lo ha indicato come una delle principali preoccupazioni per la stabilità finanziaria globale, sottolineando come l’AI possa aumentare velocità, scala ed economicità degli attacchi.

Perché cambia il modo di valutare l’AI

Molte aziende stanno introducendo assistenti, agenti e automazioni partendo dal beneficio operativo. La valutazione dovrebbe però includere anche quali dati vengono utilizzati, quali azioni può compiere il sistema e quali servizi esterni diventano indispensabili.

EP Consulting ha già approfondito il tema degli attacchi informatici potenziati dall’IA e quello degli agenti AI in azienda e del loro ROI.

Il rischio non è soltanto l’hacker che usa l’AI

Esistono almeno tre livelli: aggressori che accelerano le proprie attività con strumenti AI; dipendenti che trasferiscono informazioni aziendali verso servizi non approvati; automazioni autorizzate che ricevono permessi più ampi del necessario.

La soluzione non è vietare indiscriminatamente l’intelligenza artificiale, ma introdurla con inventario, regole, responsabilità e controlli coerenti con i processi.

Da dove dovrebbe partire una PMI

Prima di acquistare nuove licenze conviene capire quali strumenti AI sono già utilizzati, con quali account e quali dati. È una fotografia che spesso rivela più del semplice elenco dei software acquistati ufficialmente.

Una consulenza indipendente può aiutare a distinguere i rischi reali dalle paure generiche e a costruire una politica AI utilizzabile dalle persone, invece di un documento destinato a rimanere in archivio.

Fonte

Reuters, 31 agosto 2026, dichiarazioni del Financial Stability Board sui rischi cyber legati all’intelligenza artificiale.