Backup aziendale: 7 domande che rivelano se il ripristino funzionerà davvero

Backup aziendale: 7 domande per capire se il ripristino funzionerà davvero – EP Consulting

Avere un software di backup non significa essere pronti a ripartire dopo un incidente. La differenza emerge nel momento peggiore: quando un file server è cifrato, un account cloud è compromesso o un dispositivo non è più disponibile.

1. Quali dati vengono davvero copiati?

Non “i server”, ma cartelle, database, Microsoft 365, gestionali, configurazioni e dispositivi critici. Ciò che non è nell’inventario può facilmente restare fuori dal backup.

2. Quanto indietro possiamo tornare?

Una retention troppo corta può essere insufficiente se il problema viene scoperto settimane dopo.

3. Esiste una copia separata dall’ambiente principale?

Un ransomware può raggiungere anche repository accessibili con le stesse credenziali. La guida EP Consulting sul ransomware spiega perché il backup è parte essenziale della resilienza.

4. Il backup viene controllato o soltanto eseguito?

“Job completed” non garantisce che l’applicazione possa essere ripristinata correttamente.

5. Quando è stato fatto l’ultimo test di restore?

Un test periodico vale più di molte dashboard verdi.

6. Quanto tempo serve per ripartire?

Ripristinare 20 TB in diversi giorni può essere tecnicamente possibile ma incompatibile con il business.

7. Chi decide cosa ripristinare per primo?

La priorità deve essere stabilita prima dell’incidente.

Perché una verifica esterna può essere utile

EP Consulting può controllare configurazione, copertura, retention e prove di ripristino senza sostituire necessariamente la piattaforma esistente. L’obiettivo è capire se il backup che l’azienda sta già pagando è davvero utilizzabile quando serve.